Ma quanto vogliono bene gli italiani a Caparezza? Uno degli unici veri artisti rimasti su questa penisola, per questo inviso alla stampa di parte per le sue prese di posizione politiche più o meno radicali che lo hanno schierato assieme a tutti gli eretici del momento: da Travaglio e Santoro passando per tutti i lavoratori del settore, arrivando ad altri artisti del calibro di Elio e Le Storie Tese. E’ un po’ per questo, forse, che il suo ultimo disco si chiama, ironicamente, Il Sogno Eretico, e che il tour stesso è stato battezzato Eretico Tour 2011.
La tappa di Padova è stata, senz’altro, a prova di bomba: una scaletta assolutamente consistente, un’esecuzione perfetta, aiutata dall’ottimo sound della band e dall’eccellente acustica del palazzetto/teatrino sulla tangenziale di Padova, con una risposta di pubblico veramente straordinaria. E il Capa, il vero protagonista, mattatore come non se ne vedevano da tempo, abilissimo sul palco sia da musicista che da intrattenitore, brandisce oggetti, sbandiera slogan, si cambia d’abito, e, ovviamente, non si dimentica di rappare le sue lunghissime e ormai politicizzatissime canzoni, scatenando ad ogni pié sospinto ovazioni incontenibili. L’accompagnamento corale e fisico del pubblico si unisce pertanto ad uno degli show meglio costruiti che io abbia mai visto, dove la scaletta non è solo un affastellamento di brani più o meno celebri ma un vero e proprio costrutto sintattico studiato e condito da siparietti e scenette di stampo satirico/caricaturale che si occupano di marmorizzarlo e renderlo meno sterile possibile, in questo modo coinvolgendo gli astanti dal primo all’ultimo. In scaletta i brani prediletti dai fans nei live del Capa, “Vengo dalla Luna”, “Dalla Parte del Toro” (entrambi ammucchiati nell’encore finale), “Torna Catalessi”, “Abiura di Me” e “Ilaria Condizionata”, tralasciando finalmente “Stanco e Sbronzo”, e includendo una versione reggae de “Il Secondo Secondo Me”, pezzo resuscitato dopo anni di assenza nelle setlist, devo dire, con molta intelligenza, inserendolo nel punto giusto della scaletta e della storia del paese. Chiaramente una buona parte delle due orette passate sul palco sono state dedicate a presentare il nuovo lavoro, dal quale sono state estratte molte canzoni, come vi lasciamo leggere nella scaletta completa in fondo all’articolo: le migliori per resa live “Messa in Moto”, in conclusione, “Sono Il Tuo Sogno Eretico” e “Kevin Spacey”. Un po’ sottotono il brano liricamente più intenso su disco, ovvero “Non Siete Stato Voi”, che riesce comunque a scatenare un bel coretto antiberlusconiano come va tanto di moda oggi. Giustamente. Le più apprezzate tra le nuove, senza dubbio, il singolo “Goodbye Malinconia” e “Legalize the Premier”. Alcune trovate sul palco hanno contribuito, dicevamo, ad allietare il pubblico e a presentare i contesti dei testi delle varie canzoni; a coadiuvare il Capa e la sua band, tecnicamente superba, anche uno schermo di medie dimensioni che trasmette immagini piuttosto simpatiche in sintonia con i vari pezzi.
Che dire, non partecipare a un concerto del Michele nazionale ormai significa rimanere fuori dal piano eretico di uno dei più grandi artisti che questo paese abbia mai conosciuto; significa anche rinunciare a due ore di divertimento, da esternare saltando e sudando, semplicemente gridando, oppure sedendosi e ridendo delle trovate sempre molto ironiche di uno dei più grandi entreteneurs che si potranno ricordare nel futuro della nostra musica. Anche in live un musicista maturo, che ha superato la fase cazzona “uscendo dal tunnel” e si è attestato su di una linea rigorosamente politica che ben si fonde con la provenienza e l’estrazione sociale del suo fan medio, non mancando di rivelare al pubblico che l’ha sempre snobbato la levatura culturale ed intellettuale del suo essere artista. Ripeto, non un cantante, un artista. Non perdetevi le prossime date del suo tour, è un mio consiglio.
SCALETTA:
1. Tutti dormano
2. Chi se ne frega della musica
3. Il dito medio di Galileo
4. Abiura di me
5. Sono il tuo sogno eretico
6. Eroe (storia di Luigi delle Bicocche)
7. Legalize the premier
8. Il secondo secondo me (versione reggae)
9. Kevin Spacey
10. La mia parte intollerante
11. Io diventerò qualcuno
12. Ilaria condizionata
13. Goodbye Malinconia
14. Torna catalessi
15. Non siete stato voi
16. La fine di Gaia
17. Vieni a ballare in Puglia
18. Ti sorrido mentre affogo
ENCORE
19. Vengo dalla luna
20. Dalla parte del toro
21. Messa in moto